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Il Vesuvio è tranquillo
9 marzo 2006
L’allarme provocato dalle dichiarazioni del Prof. Michael Sheridan
dell’Università di Buffalo negli Stati Uniti, secondo cui ci sarebbe
più del 50% di probabilità che il prossimo anno si verifichi una
eruzione violenta al Vesuvio (“... there is more than 50% chance
that a violent eruption will happen at Vesuvius next year...”:
tratto dall’agenzia Newswise del 3/3/2006) è assolutamente privo di
basi scientifiche. L’affermazione si basa sui risultati emersi da un
articolo della rivista “Proceedings of the National Academy of
Sciences”, che peraltro non è ancora disponibile.
Le novità ivi raccolte, a quanto è dato sapere, dettagliano meglio
la cronologia della cosiddetta “eruzione di Avellino” e la copertura
geografica dei suoi effetti. Tali novità quindi non modificano il
quadro dei possibili effetti socio-economici di eventuali future
eruzioni. In particolare, la possibile periodicità di circa 2000
anni per una eruzione maggiore, che porterebbe a immaginare un
evento a breve, non ha alcun fondamento statistico. Ne consegue che
gli scenari elaborati a suo tempo dalla Protezione Civile non
verranno modificati.
Cogliamo l’occasione per ricordare che oggi il Vesuvio è uno dei
vulcani del mondo osservati con maggiore sistematicità. Il
monitoraggio avviene attraverso numerose reti di sorveglianza 24 ore
su 24 gestite dalla Sezione di Napoli “Osservatorio Vesuviano” dell’INGV.
Tali reti non mostrano alcun segnale di imminente riattivazione del
vulcano.
In conclusione, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
smentisce categoricamente le affermazioni allarmistiche e
irresponsabili che si sono succedute in queste ore relativamente
all’attività futura del Vesuvio.
Prof. Enzo Boschi
Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Sonia Topazio
Capo Ufficio Stampa
topazio@ingv.it
C.S. del 9 marzo 2006
Fonte: Comunicati Stampa dell'INGV
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